Il mondo, per chi lo sa guardare, rivela dimensioni del bello spesso impercettibili a occhio nudo. Il bello che, quando si accende, porta salvezza. Il bello a cui Philippe Daverio ha dedicato la vita. Una visione appassionata, un rigore pieno di ironia, una curiosità eclettica che ritroviamo in questo volume ispirato alla celebre trasmissione televisiva Passepartout. Si va dalla Venezia di Canaletto alla Roma di Caravaggio, dalla Siena del Medioevo alla Genova del "secolo d'oro", dalla Napoli dei Borbone alla Bologna dei Carracci e alla Mantova dei Gonzaga: un viaggio alla scoperta delle più importanti città italiane attraverso artisti, monumenti, antiche dimore e corti di mecenati. In compagnia della sua voce inconfondibile, visitiamo luoghi e conosciamo pittori, incrociamo biografie e scopriamo movimenti, ci soffermiamo su singole opere e componiamo grandi affreschi, scopriamo «l'allodola che salvò Brera» e i «piedi più sporchi della storia dell'arte». Seguendo le sue divagazioni, esploriamo il mondo senza paura di perderci, certi di arrivare sempre al cuore della questione. Un volume elegante, agile e veloce come lo sguardo di Daverio, così sapiente nel posarsi su ciò che è rilevante anche quando è solo un dettaglio, un segreto nascosto, un lampo che attraversa la scena. Il suo modo di narrare l'arte - e con l'arte la storia, la geografia, la filosofia, la musica, la letteratura - rende il passato presente e significativo. Ci trascina in un'avventura che supera i confini dello spazio e del tempo e, alla fine, ci riporta sempre a casa.
«Cosa saremmo noi senza la magia dei ritratti, la magia che si scatena da quegli occhi appesi alle pareti dei grandi musei? Cosa saremmo noi senza i ritratti in punta di penna di Philippe Daverio, che raccontano i desideri, le pulsioni, il carattere, le storie di chi ha realizzato nature morte, scene, paesaggi che hanno plasmato il nostro gusto e il nostro modo d'essere in società?» La pittura di Giotto, Masaccio e Piero della Francesca. Il genio di Caravaggio e di Michelangelo. I capolavori di Leonardo, Raffaello e Tiziano. Le storie di Botticelli, Mantegna, Giorgione, Tintoretto e quelle di Vermeer, Brueghel, Goya e Rembrandt. E poi gli impressionisti e i postimpressionisti, da Monet a Van Gogh, da Cézanne a Manet a Toulouse-Lautrec. Fino ai moderni: Klimt, Schiele, Munch, Boccioni, Klee e Hopper. In tutto sessanta protagonisti che hanno segnato la storia dell'arte dalle origini a oggi e di cui Philippe Daverio rievoca in queste pagine vita e opere, segreti e caratteristiche come in un viaggio ideale alla scoperta della bellezza. Una narrazione sapiente che porta alla luce la grandezza dei talenti pittorici, ma anche gli aspetti biografici meno conosciuti. Una cavalcata d'autore con un occhio sempre attento a colori e tecniche e uno sguardo pronto a cogliere il disegno più ampio del cambiamento culturale.
Philippe in questa lezione di storia dell'arte sconfina - come da copione del maestro - in molte altre discipline, dalla letteratura alla vita quotidiana, dalla storia alla filosofia, alla ricerca del significato di una parola e dell'evoluzione di un concetto fondamentale attraverso i secoli.
L'autore ci accompagna in un excursus vertiginoso ed erudito che va da Platone al Medioevo, da Leonardo da Vinci al Faust di Goethe, dalla divina proportio all'armonia di Giotto, per spiegare perchè la bellezza porta con sè non solo un aspetto estetico, ma anche un imprescindibile valore etico.
Da antropologo culturale, quale amava definirsi, Daverio affronta e ritrae il personaggio controverso di Napoleone non da storico nè da biografo, ma da più punti di vista: la tradizione culturale dei leader al potere in Francia (re, generali o presidenti che siano), l'ambiente famigliare e le radici mediterranee, l'atteggiamento e le doti del comunicatore, il pensiero sell'Europa.
Un libro a cui l'autore ha lavorato tenacemente nell'anno precedente alla sua scomparsa e a cui teneva molto, da grande appassionato qual era dell'uomo e del personaggio storico, sul quale era tornato a più riprese con studi, scritti e interventi orali.
Come in ogni suo studio Philippe Daverio posa sulle storia della storia, dell'arte e della cultura il suo occhio curioso, libero da pregiudizi e da vincoli accademici, e ci restituisce un ritratto vivace, sfaccettato, inedito e a tratti irriverente del "suo" Napoleone, cercando di entrare nella mente dell'uomo, nei suoi rapporti con la famiglia d'origine e le radici italiane, nel suo pensiero sull'arte e la vita quotidiana.
Cosa può avvicinare le antiche città della Mesopotamia a Napoli, o l'arte africana alle avanguardie del Novecento?
Un incessante vagabondaggio tra culture diverse ma mai distanti che Philippe Daverio ha praticato con convinzione per una vita. Non si
stancava di ripetere che ogni mondo dell'arte è legato all'altro, nonostante le differenze evidenti e innegabili. E per questo aveva deciso di dedicare un volume all'arte «degli altri mondi», spesso dimenticata a favore di quella «occidentale» e in realtà fondamentale per capire a fondo la grande cultura europea moderna.
Si parte così dagli antichi Egizi e dai Fenici per arrivare alle civiltà del Medioriente e a quelle precolombiane. Si viaggia dal Giappone all'India, dall'Africa alla Cina, dall'Oceania al Sud-Est asiatico e all'America per scoprire il fascino segreto delle più grandi culture mondiali attraverso i capolavori più celebri e i tesori nascosti.
Una cavalcata d'autore che è il seguito e il completamento ideale del Racconto dell'arte occidentale: con un occhio sempre attento e fuori dai canoni, pronto a cogliere i dettagli apparentemente minori, ma anche con il senso di un disegno più ampio che lo porta a ricostruire un'esotica storia dell'arte attraverso pittura, scultura e architettura dalla preistoria ai giorni nostri.
« Ci ho messo un po' di tempo a capirlo. Avevo letto da bambino un testo di Montaigne, il quale dice: "J'aime le commerce de femmes". Non vuol dire: "Mi piace commerciare le donne". Nel francese cinquecentesco per "commerce" s'intendevano tutti i rapporti personali, cioè: "Mi piacciono i rapporti personali con le donne".
Ma perchè siamo così diversi? Il motivo me l'ha spiegato Joaquín Navarro-Valls, il portavoce di Giovanni Paolo II: "Quando mi rivolgevo al papa mi diceva: 'Lasciami perdere che sto pensando a una cosa'". Si capisce: il maschio pensa a una cosa alla volta. La differenza fra un uomo e una donna è che la donna riesce a pensare a più cose alla volta. »
Questo volume raccoglie alcuni scritti di Philippe Daverio su un tema che gli stava molto a cuore, quello del ruolo delle donne nella società, nella cultura e nella politica.
Per Philippe Daverio la curiosità non è un difetto ovviamente, anzi: è la base stessa della conoscenza. Aveva una grande voglia di capire, di indagare la complessità delle cose, e le sue qualità di divulgatore stanno soprattutto nel riuscire a trasmettere a tutti l'entusiasmo per l'arte, la storia, i musei, la cultura, e nella straordinaria capacità di parlare di qualunque argomento, anche dei più complessi, con semplicità e da prospettive spesso inedite. Questo libro è un progetto a cui teneva particolarmente.
Tremila anni di storia e di storie sull'arte raccontati da un maestro della divulgazione con l'ausilio di un ricco apparato di immagini.
Philippe Daverio conferma il suo estro interpretativo e la sua abilità narrativa dando vita a un grande racconto della nostra cultura.
Dall'antica Grecia alla Pop art di Andy Warhol, il suo occhio critico ci accompagna in un affascinante percorso attraverso scultura, pittura e architettura in Italia e nel mondo alla riscoperta dei grandi maestri e dei loro segreti.
"Al turista che sia in grado d'inventare oggi un Grand Tour capace d'invertire quello settecentesco verso il Meridione per sostituirlo con un girovagare continentale viene suggerita una deambulazione più che una corsa in luoghi adatti alla riflessione. L'eccentricità andrebbe vissuta in senso etimologico come un'opportunità per cercare il luogo poco visto nelle città più attraenti".
Dopo il "Grand Tour d'Italia a piccoli passi", un nuovo libro che è un invito al viaggio, questa volta oltralpe.
È tornato il tempo della militanza, nel quale il confronto delle idee diventa motore per l'elaborazione dell'opinione e la funzione degli intellettuali in momenti simili non è più quella d'un'aulica retorica, bensì quella della discesa nell'arena del dibattito, che è l'opposto in realtà della visione calcistica d'una mera discesa in campo.
Queste pagine potrebbero servire agli italiani per godere dell'essere ciò che sono, per amare ciò che hanno ereditato e per preservarlo, e potrebbero servire a chi vien da fuori per scoprire la culla di gran parte di ciò che ha reso il mondo più bello.
Gli italiani sono portatori d'un segreto necessario all'equilibrio della specie. Sanno vivere, sanno mangiare, sanno vestirsi, sanno soprattutto che la vita non è solo lavoro ma anche godimento.
Il rebus Italia è unico al mondo.
In base al vecchio detto francese "Les voyages forment la jeunesse", i giovani si formano viaggiando, il tour d'Europa attraverso i musei si riconferma una destinazione attraente e istruttiva per i curiosi di tutte le età.
Questo libro passa dal contenuto del piatto al contenitore ambientale più vasto nel quale avviena la scena quotidiana della vita felice.
La pittura, come la musica, non richiede traduzioni ma conoscenza delle tradizioni.
Questi piccoli testi, ma soprattutto queste immagini, ambiscono solo a essere compagni di viaggio.
127 passeggiate d'autore a Milano, in Lombardia e dintorni
L'Italia è un Paese meraviglioso:
è l'unico posto al mondo dove a tavola si parla di cucina.
Questo libro altro non è che un gioco sul gusto...
Non tutti i secoli sono lunghi uguali.
Il secolo con il quale si fonda il nostro mondo recente è brevissimo.
Una galleria dei capolavori prediletti da uno dei critici d'arte più popolari, raccontati dalla sua penna ironica e graffiante.
Dopo il primo grande successo in libreria, la penna più impertinente dell'arte italiana ci accompagna alla scoperta dell'Età moderna come non é mai stata raccontata.
Ogni suo nuovo libro è un'avventura che apre nuove prospettive. Il "metodo Daverio" è applicato in questo caso al Rinascimento.